A Latiano l’aria è frizzante. Non solo per il freddo invernale, ma per quel particolare clima che si respira quando la politica smette di dormire e comincia a stiracchiarsi. Chi arriva in città in questi giorni non può non notare le gigantografie di San Bartolo Longo: sguardo benevolo, messaggio spirituale e, come spesso accade da queste parti, un sottotesto tutto terreno.
Perché a Latiano la Chiesa non è mai stata solo un luogo di preghiera, ma anche un laboratorio di idee, di valori e – diciamolo – di possibili candidati. Nelle parrocchie si discute di impegno civico, tra i giovani cresciuti all’ombra dei campanili circola una domanda sempre più insistente: è arrivato il momento di scendere in campo?
L’ipotesi affascina: un sindaco giovane, magari poco più che quarantenne, volto nuovo, liste rinnovate, niente vecchi soloni della politica. Un colpo di scena degno delle migliori stagioni amministrative. L’asso nella manica per restituire a Latiano il ruolo che merita, valorizzando un territorio ricco di storia, cultura e bellezza.
Ma attenzione. Perché la politica, si sa, non ama i colpi di scena senza controfigura.
Girando per le strade del centro, tra un caffè e una chiacchiera rubata al bar, qualcuno racconta un copione già visto: i veterani della politica starebbero preparando il loro capolavoro strategico, il classico cavallo di Troia. Mettere in lista i giovani, farli votare grazie all’entourage dei “grandi”, e poi reclamare un posto in giunta come diritto acquisito.
Risultato? Nessun cambiamento. Anzi, peggio: giovani candidati con la faccia in prima linea e le mani legate dietro la schiena. Un gioco che andrebbe smontato subito, se davvero si vuole bene a Latiano e non solo al proprio seggio.
Oggi questo comune, piccolo ma ricco di ogni bellezza, avrebbe bisogno di un nuovo “De Giorgi” versione 2010: un politico senza scheletri nell’armadio, competente, moderno, capace di costruire relazioni solide in provincia, in regione e persino nei palazzi romani. Uno che non abbia bisogno di padrini, ma solo di idee.
Basta sotterfugi, basta proteggere il proprio elettorato come fosse un feudo medievale, basta pretendere posti al sole dopo anni di candidature senza risultati concreti. Latiano merita altro. Merita futuro, speranza e il coraggio di cambiare davvero.
E magari, questa volta, senza cavalli di Troia parcheggiati davanti al municipio.
