A Latiano la politica non dorme mai. Al massimo sonnecchia, con un occhio aperto e l’altro pronto a scattare. Le elezioni comunali si avvicinano e il vero mistero non riguarda i programmi, ma il nome del prossimo candidato sindaco.
Sotto la cenere cova un fuoco vivace. Veti, alleanze improbabili, incroci tattici e rivalità personali animano i due schieramenti. La scelta del candidato diventa il terreno di scontro principale, più di qualsiasi idea per il futuro della città natale di Bartolo Longo.
Nel centrodestra il copione appare semplice solo in superficie. Angelo Caforio si prepara a scendere in campo. Il problema non è lui, ma chi gli sta intorno. Gli alleati mostrano scetticismo e, in qualche uscita pubblica, lo scaricano senza troppi complimenti. La discussione resta minima. L’attesa, invece, cresce. Qualcuno spera ancora nell’arrivo di un salvatore dal nord brindisino capace di mettere ordine e guidare l’assalto al Palazzo municipale, come se Latiano fosse una Bastiglia da conquistare.
Nel centrosinistra la scena cambia, ma il copione resta complicato. Il tavolo politico si è già formato. Le anime presenti ricordano un catalogo di epoche diverse: moderne, antiche e persino vintage. Il nome più accreditato, Gabriele Argentieri, si chiama fuori dalla partita. Il risultato è un confronto continuo, spesso più tattico che politico.
Il sindaco Mino Maiorano osserva. Ascolta. Interviene con prudenza. Ha chiarito che non punta al tris. Vuole tornare al suo lavoro e offrire un supporto da gregario. Una scelta che suona quasi rivoluzionaria in un panorama dove molti faticano a lasciare la scena.
Tra questi spicca Salvatore De Punzio. Da decenni protagonista della politica latianese, non intende cedere lo scettro. Veti, cambi di casacca e strategie elettorali rappresentano il suo linguaggio quotidiano. Li usa con abilità e senza nostalgia.
Sul fondo resta una generazione di quarantenni. Professionisti, competenti, potenzialmente decisivi. Ma esitanti. Manca il coraggio, manca la visione, manca quell’ambizione necessaria per trasformare le competenze in progetto politico. Senza uno scatto in avanti, Latiano rischia di restare prigioniera di un copione già visto.
La domanda resta aperta: chi sarà il prossimo candidato sindaco? Per ora, più che una risposta, Latiano offre uno spettacolo. E il sipario, questa volta, non sembra pronto a calare.
