A Latiano il fischio d’inizio non lo ha dato l’arbitro ma il solito calcio mercato. Le bandiere cambiano asta, le maglie cambiano colore e il centrosinistra si presenta al centro del campo con più moduli che certezze. Sembra la prima giornata di campionato, quella in cui tutti promettono spettacolo e poi si finisce a studiare gli schemi con il freno a mano tirato.
Sul fronte della sinistra il movimento è frenetico. C’è chi prova il colpo a sorpresa e pesca dal mondo della cultura un centravanti d’area, Marcello Ignone, presentato come l’uomo capace di mettere pace agli appetiti personali e trasformare le ambizioni in gioco di squadra. L’idea nasce ancora una volta dall’ex capitano, quello che non si rassegna alla panchina e tenta l’ultima giocata da fantasista navigato. Non accetta che lo spogliatoio non lo segua più e allora prova a ribaltare il tavolo verde trasformandolo in campo sintetico, con la speranza di continuare a distribuire le carte come fossero assist al bacio.
Ma nella stessa metà campo, e qui il punto interrogativo pesa come un rigore al novantesimo, si muove un gruppo di quarantenni e cinquantenni che chiede meno dribbling e più schemi provati in allenamento. Tommaso Cavallo, Massimiliano Baldari, Gabriele Argentieri, Angelo Gaglione e Antonio Delli Fiori chiedono di giocare a carte scoperte, con un solo pallone e regole chiare. Parlano di esperienza amministrativa come fosse preparazione atletica, rivendicano chilometri percorsi in consiglio comunale e non vogliono più partite parallele nello stesso stadio.
Nella loro rosa potrebbe entrare anche un attaccante di razza, uno che ha già calcato il campo da vice e ora si trova in rottura con l’amministrazione Maiorano da oltre un anno. Il nome è quello di Mauro Vitale, profilo da primo livello, fiuto del gol e qualche cicatrice da derby. La scelta del capitano, in questo caso, potrebbe passare dalle primarie. Servono regole limpide, confini precisi e un patto da spogliatoio vero: chi perde non porta via il pallone. Restare nella stessa coalizione non è un dettaglio, è l’unico modo per evitare l’ennesima partita sospesa per capriccio.
Intanto i vecchi bomber, De Punzio e Ruggiero, cercano intese come procuratori nelle ultime ore di mercato. Il problema non è tattico ma personale. I rapporti inossidabili di Ruggiero con il probabile candidato del centrodestra, Angelo Caforio, pesano come un contratto già firmato. Qualcuno teme che una parte di elettorato resti senza maglia, senza simbolo, senza curva di riferimento ed è necessario trovare loro un referente affidabile.
Nel frattempo il sindaco Maiorano ha congelato ogni incontro. Tutti in attesa di venerdì, quando l’approvazione del bilancio di previsione passerà sotto la lente del VAR. Ruggiero aspetta un fischio, forse un fallo prima di uscire dal campo, forse l’occasione per rientrare con un contropiede studiato da tempo.
Fuori dal terreno di gioco, però, si scalda un’altra curva. Un gruppo di imprenditori, ex amministratori ed esponenti della società civile raccoglie firme per chiedere la candidatura a sindaco di Massimiliano Baldari. L’assessore lavora in silenzio, costruisce una coalizione larga, incontra, ascolta, prova a mettere insieme idee e contributi per Latiano. Sembra il centrocampista che non fa rumore ma detta i tempi e fa girare la squadra.
E il Partito Democratico? In quella zona del campo si registra una presa di posizione di Antonio Epifani, già segretario provinciale e dirigente sindacale, che certifica divisioni interne e una gestione solitaria del segretario Mauro Truppa. La sensazione è quella di una squadra che non ha ancora deciso se giocare a zona o a uomo, mentre il pubblico chiede solo una cosa semplice: una partita vera, con regole certe e un risultato che non si decida nei corridoi ma sul campo.
Il campionato di Latiano è appena iniziato. Il mercato chiude presto, le alleanze cambiano come il vento di marzo e ogni passaggio può diventare un assist o un autogol. Ora tocca ai giocatori dimostrare se vogliono vincere la partita o continuare a discutere su chi deve portare il pallone.
