Home Attualità Cavallo:” Fanno il deserto e lo chiamano isola pedonale”

Cavallo:” Fanno il deserto e lo chiamano isola pedonale”

da Stefania Franciosa
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Come è noto la giunta comunale di Latiano ha istituito il DIVIETO DI FERMATA in Piazza Umberto I, il salotto cittadino, a partire dal 19 di Giugno.
“La ritengo una decisione profondamente sbagliata e dannosa, nel metodo e nel merito spiega Tommaso Cavallo- nel metodo perché è stata presa in totale solitudine, senza il coinvolgimento di operatori commerciali e residenti, praticamente d’imperio e senza che a Latiano ci sia un Piano del traffico razionale e organico, che preveda aree a parcheggio alternative che coprano il fabbisogno dei cittadini.
Nel merito, perché è una scelta che impatta in maniera drammatica e negativa sui fatturati di bar, rosticcerie, negozi commerciali, attività imprenditoriali che operano in piazza.
Da Assessore alle attività produttive della Giunta De Giorgi, nel 2013, mi battei fortemente, al fianco dei commercianti, per l’abolizione dell’Isola pedonale a quel tempo prevista perché ero profondamente convinto che Latiano NON è Mesagne, NON è Oria, NON è Ostuni, NON è Ceglie: tutti paesi in cui esiste naturalmente un Centro Storico esteso, antico e che permette un ampio passeggio pedonale e una chiusura al traffico senza danneggiare assolutamente le attività produttive, anzi aiutandole a farle lavorare ancora meglio.
Fu una battaglia vinta e che rifarei anche oggi, tale e quale.
È assolutamente sbagliato credere, con presunzione e prepotenza, di poter imporre ai latianesi stili di vita e abitudini che non hanno.
È assolutamente arrogante pensare che la politica debba prendere decisioni di tipo moralistico, etico, pedagogico e che vanno a danneggiare chi alza la serranda tutte le mattine.
Fregandosene.
Auspico una presa di coscienza da parte della maggioranza in consiglio comunale, che porti a un ripensamento e al ritiro della delibera.
In questa fase, dopo un anno e mezzo di pandemia che ha messo in ginocchio imprese e famiglie, i commercianti vanno aiutati e sostenuti con interventi concreti e seri, non massacrati ulteriormente con decisioni scellerate e prive di senso in un paese come il nostro.
Le scelte si prendono con criterio, con logica, prevedendo un Piano del Traffico organico e nuovo, dialogando con le attività produttive interessate e non con la forza del potere”.

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