Porte chiuse, nomi che si consumano prima ancora di nascere e qualche evidente tentazione di suicidio politico. Nel centrosinistra latianese il clima resta incandescente: più che un tavolo di confronto, sembra una cucina con troppe pentole sul fuoco e nessuno che voglia spegnere i fornelli.
Ieri sera Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle ed ecopacifisti hanno riconvocato il tavolo del centrosinistra. Ma con una novità che pesa come un macigno: non sono stati invitati il sindaco Cosimo Maiorano, Salvatore Depunzio e Massimiliano Baldari.
Una scelta che segna un punto di non ritorno. Dopo la rottura della scorsa riunione, l’uscita di Maiorano, Depunzio e Baldari ha infatti consentito il ritorno degli ecopacifisti al tavolo. Un rientro tutt’altro che neutrale: ecopacifisti e Cinque Stelle hanno messo nero su bianco un no al ritorno al tavolo dei tre esclusi.
Il confronto, però, non è entrato nel merito di programmi o visioni per la città. Quelli probabilmente verranno “dopo”. Per ora la priorità è politica: marcare una discontinuità netta con l’amministrazione Maiorano. Un concetto che il Partito Democratico aveva già messo nero su bianco nel documento letto nel penultimo incontro, quello che – raccontano i presenti – fece sobbalzare il sindaco sulla sedia.
Ieri il messaggio è stato ribadito con toni ancora più espliciti: la strada è quella della discontinuità, anche a costo di costruire una coalizione più ristretta.
In questo scenario sui social si leggono interventi chiari anche da parte di Latiano Protagonista, il movimento politico che fa riferimento a Tommaso Cavallo e che nelle ultime settimane sta registrando nuovi ingressi.
Anche Antonio Dellifiori auspicherebbe l’apertura delle porte della coalizione a chi si ritiene riformista per un centrosinistra più largo e inclusivo.
L’idea è quella di un’alleanza capace di tenere insieme tutte le anime di centrosinistra della città, senza fughe in avanti e senza veti incrociati. «Serve più umiltà e più rispetto tra le componenti – è la posizione espressa nei posti e sui comunicati – perché nessuno può arrogarsi il diritto di dettare legge in un tavolo tra pari».
Il messaggio è chiaro: pari dignità nelle decisioni e stop alle ambizioni personali. Solo così si potrebbe arrivare a un candidato sindaco davvero condiviso, capace di rappresentare tutti e magari anche di allargare la coalizione ad altre realtà civiche e politiche.
Nel frattempo, mentre le porte si chiudono e i rapporti si irrigidiscono, comincia a farsi strada un’altra ipotesi: puntare su una figura della società civile, scelta proprio per segnare la discontinuità con l’attuale amministrazione.
Due nomi sarebbero già sul tavolo e sono ora al vaglio delle forze presenti. Ma, vista l’aria che tira, nel centrosinistra latianese una cosa è certa: prima di trovare il candidato, bisognerà trovare la calma. E di questi tempi non è esattamente la cosa più semplice.
