A Latiano la nebbia non si alza. Avvolge i tetti, copre i campanili e, soprattutto, confonde la sagoma del prossimo candidato sindaco. Le previsioni non aiutano. I modelli matematici della politica locale sbagliano più di quelli meteo e l’unica certezza resta l’umidità di scirocco che impregna ogni dichiarazione ufficiale.
Nel centrodestra soffiano correnti ascensionali che puntano dritte verso una candidatura identitaria di Fratelli d’Italia. L’aria si tinge di rosa, perché molti scommettono che sarà ancora Tiziana Rizzo a issare la bandiera della coalizione. I meloniani non arretrano di un millimetro. Alzano muri antivento e provano a chiudere ogni spiraglio all’avvocato Angelo Caforio, consigliere comunale di Forza Italia, professionista stimato e ormai in rotta con la maggioranza del sindaco Maiorano dopo alcune scelte amministrative che hanno creato più di una perturbazione.
In questo scenario qualcuno, tra gli azzurri e dintorni, ha quasi composto il numero di “Chi l’ha visto?” per rintracciare l’UDC. Alle regionali il partito ha navigato con il centrodestra, ma a Latiano ha preferito attraccare al porto del centrosinistra, sostenendo il top player dei consensi Toni Matarrelli. Anche per le amministrative di maggio l’orientamento sembra lo stesso. Invitati al tavolo progressista diventano raggio di sole che illumina. Nel centrodestra il barometro scende e l’aria si fa più pesante.
Le turbolenze, però, investono anche il fronte opposto. Il possibile avvicinamento dell’UDC e la fermezza di Fratelli d’Italia rischiano di produrre un effetto paradossale: Caforio potrebbe scegliere una corsa solitaria, tutta bandiere e orgoglio personale. Una tempesta perfetta che spaccherebbe ulteriormente il quadro.
Intanto nel centrosinistra si forma un’area di alta pressione generazionale. La componente quarantenne e cinquantenne acquista peso specifico e diventa calamita politica. L’eventuale presenza dell’UDC al tavolo allarga il perimetro della coalizione e rafforza l’idea di un candidato sindaco espressione di una stagione nuova. Il messaggio è chiaro come un cielo dopo il temporale: niente ex candidati sindaci in lista, niente ritorni di fiamma per Maiorano, De Punzio o Ruggero. La discontinuità non ammette deroghe. Vale per il consiglio comunale, per la giunta e persino per lo staff del futuro primo cittadino. Stop ai riciclati, stop ai trombati.
Spazio a volti giovani e ritenuti meritevoli, perché il rinnovamento non può restare uno slogan da campagna elettorale.
Il tavolo della coalizione progressista si allarga come una schiarita dopo giorni di foschia. Arrivano nuove presenze, tra cui Antonio Delli Fiori, ex esponente di SEL ed ex consigliere comunale. Le sedie aumentano, i progetti pure. Ognuno porta una mappa diversa, ma tutti cercano la stessa cosa: un candidato che tenga insieme il fronte e intercetti l’elettorato moderato senza perdere l’anima.
Latiano resta così sospesa in una coltre densa. I cittadini scrutano l’orizzonte e attendono un raggio di sole che delinei finalmente il profilo del prossimo sindaco. Per ora si intravedono solo ombre che si muovono dietro il velo della nebbia. E in politica, si sa, quando la visibilità è ridotta, basta un colpo di vento per cambiare rotta.
