Home Politica “Non è una fuga ma un rifiuto” – di Vittorio Madama

“Non è una fuga ma un rifiuto” – di Vittorio Madama

da Redazione
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Riceviamo e pubblichiamo: Un proverbio recita: “al nemico che fugge ponti d’oro.” A coloro che mi considerano un nemico, e non sono pochi, dico loro che non fuggo ma mi rifiuto di continuare a parlare di una Amministrazione sempre più incline alla cultura dell’effimero e che calpesta soprattutto i basilari principi democratici e mi rifiuto ancor più di parlare di una politica nazionale sempre più rissosa, complicata e umiliata da una legge elettorale perversa che nessuno ha avuto il coraggio di cambiare perchè fa comodo ai capi partito. Lottare contro quelli che governano Latiano che ho definito “i quattro cavalieri dell’Apocalisse” e contro una politica nazionale smarrita e incapace non è alla mia età salutare. Mi sia consentito però esprimere prima del congedo il mio pensiero sulla prossima consultazione elettorale.

Il prossimo 25 settembre siamo chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento. Il legislatore nel 2005 varò, su proposta dell’onorevole Calderoli della Lega, una legge per l’elezione dei nostri rappresentanti alla Camera ed al Senato che prevedeva, tra le altre cose, anche le liste bloccate, da qui il nome di “PORCELLUM”, definizione questa ben azzeccata e legge che nel 2007 fu confermata dal “ROSATELLUM”. Con le liste bloccate i deputati e i senatori non sono scelti dal popolo ma dai capi dei partiti. La situazione si è ancora più deteriorata perchè i capi dei partiti non scelgono più “i migliori” ma per conservare il potere scelgono “i più fedeli” anche se non all’altezza del compito. L’importante è che siano fedeli!

Il Presidente della Regione Puglia Emiliano ha scelto lui i candidati del 25 settembre ed ha scelto come capolista, posto questo di sicura elezione, il suo fedelissino capo di gabinetto Claudio STEFANAZZI. Ha tracurato poi nella intervista televisiva di dire che due suoi fedelissimi, con simpatie di destra che lo hanno sostenuto nella ultima competizione regionale, Massimo Cassano. direttore dell’Arpal e Massimiliano Stellato capolista dei Popolari con Emiliano lo hanno abbandonato e oggi sono ambedue candidati con il terzo polo cioè con Calenda e Renzi.  Questa volta la fedeltà non ha funzionato!

Sono d’accordo perciò con il consigliere regionale Fabiano Amati quando sostiene, sue testuali parole, “che le liste del PD di Puglia sono invotabili e che fare propaganda elettorale per queste liste non sarebbe dunque etico in questo contesto perchè si finirebbe per contribuire a raccogliere voti utili alla ratifica di una volgare imposizione mascherata da democrazia. “

Siccome non voglio essere complice di questa imposizione lo scrivente ha deciso che questa volta si disimpegnerà e non farà propaganda elettorale.

Il voto però è un dovere e lo scrivente, con note simpatie per il Partito Democratico che ha contribuito a fondare in provincia di Brindisi, non sarà complice di questa volgare imposizione mascherata da democrazia”, nè seguirà i regurgiti, ben mascherati, di fascismo, nè i sostenitori di una flat tax uguale per tutti nè chi da decine di anni promette un milione di posti di lavoro e tanto meno i populisti di turno; sicuramente lo scrivente percorrerà altre vie come i molti delusi del P.D. questa volta faranno,

Turarsi il naso e votare allo stesso modo di prima, come ebbe a dire Indro Montanelli, questa volta non è “igienico”. Grazie per avermi in questi anni seguito e chiedo scusa se qualche volta sono stato inopportuno.

 

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