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Una città spaccata a metà – di Michele Locorotondo

da Redazione
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Trascorsi alcuni giorni dopo l’esito di questa tornata elettorale, mi preme condividere alcune riflessioni di ordine personale e politico.

Ammetto di essere stato piacevolmente sorpreso dai consensi personali ricevuti: non mi aspettavo di poter più che raddoppiare il precedente risultato di cinque anni addietro.
Credo sommessamente che sia un grande riconoscimento per il mio piccolo contributo e per il costante impegno portato avanti in questi anni.

Con altrettanto orgoglio accolgo i dati della lista La Città è Tua. Un dignitosissimo risultato che ha premiato la nostra campagna elettorale in antitesi al clima dell’odio trasversalmente diffuso.

Numerose proposte e progetti, valorizzazione del gruppo e non del singolo, rifiuto dell’insulto e delle offese come argomenti di dialettica politica. Questo modo di fare ha portato un consenso importante, maggiore anche di liste più blasonate e di partiti tradizionali, segno tangibile che un modo “sano” di fare politica è ancora apprezzato.

Di tutto ciò ringrazio tutti i candidati e tutti i cittadini che mi hanno e ci hanno dato fiducia. Continueremo ad alimentere quell’entusiasmo e daremo voce e spazio ai tanti giovani che si sono avvicinati al nostro progetto.

Mi è stato chiesto il perché non avessimo appoggiato il sindaco uscente e abbiamo fornito una motivazione politica seria e reale: era impossibile sostenere politicamente chi aveva dimostrato di essere più propenso a dividere anzicchè unire.

E l’esito definitivo del voto, purtroppo, ci ha confermato che la nostra motivazione era più che valida.

Oggi ci ritroviamo con una città spaccata a metà.
Oggi ci ritroviamo con sindaco che si dichiara vincitore soddisfatto, per soli due voti di scarto, ritenendo di non dover sottoporre le proprie scelte ad alcuna analisi politica.
Non considera che rispetto alla precedente elezione ha perso ben 567 voti; nel turno di ballottaggio del 2015 si attestò a 4.408 voti, oggi il dato si ferma a 3.841 (ancora da verificare).

Di contro il candidato Ruggiero, lo stesso avversario del 2015, oggi ne guadagna 490.
La metà della città si è espressa chiaramente contro questo sindaco.

Un sindaco debolissimo. Mai prima d’ora la lista del sindaco vincitore si era posizionata all’ultimo posto di coalizione, tra le ultimissime di tutte le liste esprimendo 1 solo consigliere di maggioranza su 10.


Già solo questi numeri avrebbero dovuto indurre un sindaco che sia veramente sindaco di tutti, a prendere atto della divisione netta e totale di un paese, a fare un’analisi seria sui motivi di questa equa divisione e, nell’interesse della comunità, assumere decisioni consequenziali.
Per il bene di tutto. Nel rispetto di tutti.

In quel caso si che avrebbe dimostrato di essere quella figura di spessore umano e politico, quel sindaco di tutti che professa di essere.

Ma forse non ci sono state le condizioni: troppo l’astio, le offese, gli attacchi alla persona e il clima d’odio, a volte giustificato forzosamente come satira poltica, che galoppini galoppanti e alcuni candidati hanno utilizzato giornalmente per inquinare la serenità di questa campagna elettorale. Da tutti i fronti.

La città però lo avrebbe davvero apprezzato. Quante volte abbiamo sentito i cittadini chiedere alla politica di superare le divisioni e di lavorare tutti nella stessa direzione?
Quegli stessi cittadini con il loro voto diviso perfettamente a metà, ne avevano creato le migliori condizioni, ma anche questa volta sono stati delusi.
Si è persa una grande occasione per dimostrare di possedere quelle doti morali, politiche e anche quella sicurezza personale che avrebbero dovuto indurre ad aprirsi alla metà dei cittadini che non si sentono rappresentati da questo sindaco. Nell’interesse di tutti.

Comunque, pur mantenendo un approccio altamente critico, auguro buon lavoro alla nuova squadra di governo e mi auguro che non venga perso tempo e che non vengano perse ulteriori opportunità per lo sviluppo del nostro territorio.
Molto bravi si è stati a comunicare risultati quasi mai frutto del proprio agire politico; forse la troppa correttezza ci ha fatto desistere dal comunicare con altrettanto impegno e astuzia quante opportunità si sono sprecate in questi anni e che altri comuni, gli stessi che invidiamo, invece hanno colto.

Concludo facendo comunque gli auguri al confermato sindaco.​
Fare il sindaco in queste condizioni, negando la difficoltà politica e non aprendosi a quella metà della città che non lo avrebbe voluto, sarà molto arduo.
Per il bene di Latiano mi auguro che tutto ciò non sia motivo di ulteriori frenate per il nostro territorio.

Nonostante le forti perplessità, con la consueta chiarezza e trasparenza, confermo l’impegno politico nell’interesse della mia terra; continuerò a mettere a disposizione della città, insieme a un nutrito gruppo di amici, tutte le proposte, gli spunti e le idee che possano servire da pungolo per chi amministra e possa offrire anche ai cittadini e all’opinione pubblica gli strumenti per conoscere e pretendere quelle risorse e quelle riforme che non dobbiamo vedere realizzate solo altrove.

Per il bene della nostra città. Per lo sviluppo della nostra comunità. Per Latiano.

Michele Locorotondo

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