Home Cultura Per una “nuova” storia di Latiano – di Marcello Ignone

Per una “nuova” storia di Latiano – di Marcello Ignone

da Redazione
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La Storia di Latiano di Daniele Barletta serve a tutti: ai non latianesi che vogliono conoscere storia e uomini di questa bella realtà salentina; ai latianesi che, come scrive Vincenzo Gagliani nella sua prefazione al libro del giovane autore latianese, non hanno alcuna intenzione di sentirsi “menomati” perché privi del necessario “vademecum“ relativo ai “momenti più o meno importanti che hanno costellato il cammino degli uomini” del territorio latianese, “una miriade di notizie, di episodi, di eventi” che riguardano il popolo latianese, “collocati in una chiave di lettura particolare e nello stesso tempo originale, con il chiaro intento divulgativo, sia dell’esposizione che delle informazioni vere e proprie”. La volontà di non sentirsi “menomati”, “figli di un dio minore” è stata giustamente sottolineata dall’estensore della prefazione in quanto presente nelle motivazioni profonde che hanno spinto il bravo Daniele Barletta, “facitore di arte e cultura”, a scrivere e divulgare la storia del suo paese natio. Nato a Latiano nel 1991, consegue il diploma di maturità classica e frequenta la scuola di teatro “Music life” di Messina; intraprende, successivamente, una tournèe nazionale con l’opera “I promessi sposi – opera moderna” di Michele Guardi. Definirlo eclettico è il minimo: autore di sceneggiature, regista, attore teatrale, cultore di storia e dialetto e, adesso, anche divulgatore. Una bella promessa per Latiano, specie in questo momento di stanca che, per la verità, dura da alcuni decenni, come si può notare dalle preoccupazioni di Gagliani.

Barletta, quindi, cerca di riallacciare il filo di un discorso interrotto, di ridare linfa alle radici culturali un tempo capaci di produrre copiose; lo fa per se stesso, per gli altri giovani che lo seguono nelle tante sue iniziative teatrali e culturali, per tutto il suo popolo. Ricostruisce la storia del suo paese perché desidera costruirne un’altra nuova, seminando pazientemente ma tenacemente sensibilità e cultura, amore e rispetto del natio loco. Un vero esempio.

Certo, non parte da zero nel riassumere le vicende storiche riguardanti Latiano, ma è fuori discussione che questo lavoro riesce, con criterio logico e cronologico, a raccogliere e fare sintesi di quanto scritto in precedenza e ad ottenere un risultato organico di tutto rispetto, anche sul piano della scientificità, anche se l’intento dell’autore è stato, per dirla con le sue stesse parole    quello di “donare a tanti miei concittadini un compendio, breve ma abbastanza completo e accessibile davvero a tutti, allo scopo di far conoscere la nostra storia”.

Non è un caso che “la parola d’ordine” dell’autore è “accessibilità”, dal momento che non ha inteso, giustamente, offrire ai latianesi e non solo a loro, un testo “per addetti ai lavori, troppo specialistico”; lo scopo, esplicitato durante il precedente periodo di chiusura degli inizi del 2020 via social, è sempre stato quello “di produrre un opuscolo divulgativo, accessibile a tutti, bambini delle elementari, pensionati, casalinghe, docenti, turisti”.

È un atto d’amore da parte di Daniele Barletta per la sua Latiano; è prima uno studio fatto per se stesso, per capire le sue radici, e solo dopo aver compreso quante profonde esse siano, ha esternato i risultati a vantaggio di chi, ieri come oggi, non le ha mai tagliate o di chi, penso alle giovani generazioni, ha voglia di riscoprire che queste radici, “sotto metri di terra rossa e argillosa, si intrecciano alle radici degli olivi e delle viti”.

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